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La poesia del peltro

LE SALE DEL PODESTA’ OSPITANO LE OPERE DI GIANFILIPPO FILIPPINI

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6 – 28 febbraio 2010

 

COMUNICATO STAMPA
Sabato 6 febbraio, alle ore 17.30, presso le Sale del Podestà di Soresina, s’inaugura la mostra di Gianfilippo Filippini dal titolo “La poesia del peltro”. L’esposizione è curata, come la brochure introduttiva, da Simone Fappanni, mentre l’allestimento dagli architetti Cecilia e Ilaria Iacchetti. La rassegna, che si propone di avvicinare il pubblico all’antica arte del peltro, tant’è vero che è presente uno spazio in cui vengono illustrati strumenti e materiali di lavorazione, è realizzata sotto la supervisione di Roberto Dellanoce, responsabile delle Sale del Podestà. Durante il vernissage, l’attrice Annamaria Weitzer reciterà alcune poesie che sui riferiscono idealmente alla produzione di Filippini.

CENNI BIOGRAFICI
L’amore per il peltro sta alla base della ricerca creativa di Gianfilippo Filippini, cesellatore che si è formato ai Corsi di Disegno del professor Enea Ferrari e che, grazie a un paziente impegno, è riuscito a diventare un eccellente cesellatore professionista, ricevendo importanti commesse da ditte e da privati, riuscendo sempre a fondere la propria creatività con le richieste delle tante persone che hanno varcato la soglia del suo studio-laboratorio di Annicco.
Egli, giustamente, sostiene che «quando si andava a bottega da bambini, si imparava un lavoro dalla “a” alla “zeta”, un lavoro fatto con le mani».

NOTA CRITICA
Scrive Simone Fappanni: «dei lavori di Filippini stupisce, anzitutto, la precisione di ogni dettaglio che li rende perfettamente armoniche, tanto che ogni possibile intervento successivo risulterebbe superfluo se non addirittura in grado di comprometterne l’equilibrio.
Ciò si evince osservando uno dei soggetti che ha affrontato con maggiore frequenza: i fiori. Il lavoro che si nota osservando da vicino i piatti e i vari contenitori sbalzati è meticolosissimo: ogni petalo come ogni stelo è descritto con raffinata eleganza e senbra davvero poggiarsi dolcemente sulla superficie metallica in cui pare incastonato.
E se è vero che esiste un simbolismo floreale, l’artista annichese ne ha colto perfettamente lo spirito, ovvero quello di rivelarne la grazia e l’essenza, traducendola secondo forme plastiche che si vanno a sovrapporre come in un lungo e incessante ordito.
Una tessitura che entra nel particolare esaltandolo millimetro dopo millimetro, conquistando quella brillantezza sorprendente che risulta per certi aspetti davvero inattesa. Filippini sa dove agire, conosce i tempi di attesa durante l’esecuzione, non lascia che l’improvvisazione interferisca nel suo lavoro».

La mostra rimane aperta fino al 28 febbraio secondo i seguenti orari: feriali, dalle ore 17,30 alle 19, festivi dalle ore 10 alle 12 e dalle 15-19, ingresso libero.
Per ulteriori informazioni: www.salamostre.comune.soresina.cr.it

:: GALLERIA FOTOGRAFICA ::


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