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Fantastiche provocazioni visive

dell’artista cremonese Giuseppe Carretta

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PRESENTAZIONE

Dal 25 aprile al 10 maggio le Sale del Podestà di Soresina sono la sede della mostra intitolata “Fantastiche provocazioni visive” dell’artista cremonese Giuseppe Carretta.
La mostra, che si avvale del Patrocinio dell’Amministrazione locale, si apre sabato 25 aprile alle ore 17.30 La presentazione delle opere e la mostra sono curate dalla Prof.ssa Tiziana Cordani, mentre l’allestimento è condotto sotto la supervisione di Roberto Dellanoce.
Durante l’inaugurazione, accompagnata dalla presentazione delle opere esposte, Anna Maria Weitzer leggerà delle poesie che si riferiscono idealmente alla produzione di Carretta.

Negli anni sessanta, quando ormai era da trentenni sulla cresta dell’onda, Renè Manritte a un intervistatore che gli chiedeva che effetto gli facesse il fatto di esistere e che il mondo stesso esistesse rispose “mi stupisce.” Dichiarazione poetica, lapidaria e lucida, che vorremmo invocare per raccontare il fluido passaggio che avviene nella storia di Giuseppe Carretta i cui dipinti sono esposti nelle sale del Podestà a Soresina.
La sua esperienza infatti prende avvio da una pittura di paesaggio che si concentra sulla natura delle marine abruzzesi e delle campagne della pianura Padana, una pittura che non si pone e non pone domande, se non quelle- per altro fondanti- della visione e della percezione retinica ed emotiva della realtà, che traduce la natura con un segno rarefatto e magro. È il suo realismo che si inserisce nella galassia delle esperienze discese dall’impressionismo le quali, in alternativa alle avanguardie , non interrompono il legame con il mondo fisico ma esplorano con la pittura un mondo interiore fatto di silenzi, di minimi scarti emotivi, senza per questo estraniarsi dalla contemporaneità e dal uso inquieto divenire.
Una pittura che ha meno del disegno, in cui la struttura delle cose appare latente annullata da un segno liberamente tonale e principalmente cromatico. Opere in cui la pulizia formale poco concede all’invenzione compositiva se non qualche dettagli anomalo. Quelli che generano, appunto stupore (“Precauzioni pericolose”2002), uno stupore controllato ma pur sempre carico di sottili enigmi e capace di evocare sensazioni di mistero in un leggero spaesamento. La realtà non è manipolata, ma è l’associazione “non esistere in natura” di elementi pur ad essa appartenenti, ma fatti convivere in situazioni ad essa irriducibili che sottilmente ne simula un’altra di realtà, una “surrealtà” in cui è per primo il tempo a subire un arresto, e la luce ad accendersi e artificio e immaterialità.

tratto da Maria Luisa Caffarelli

 


 

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