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Rose Marie Zavattoni

19/04 - 04/05 - SALA MOSTRE - SALE DEL PODESTA'

I DIPINTI SU PORCELLANA DI ROSE MARIE ZAVATTONI
IN MOSTRA A SORESINA
di Simone Fappanni

“Dipingere sulla porcellana”. Questo è l’intrigante titolo scelto per la personale di Rose Marie Zavattoni (inaugurazione: sabato 19 aprile alle ore 17) ospitata a Soresina presso le Sale del Podestà.
In questa interessante rassegna è possibile ammirare l’ampia e articolata produzione di questa nota e apprezzata creativa che, come lei stessa afferma dipinge su porcellana come dipingere su tela, avvalendosi della complessa tecnica del “terzo fuoco”, che conduce a risultati di intenso equilibrio e armonia.
Ciò risulta alquanto evidente scorrendo gli oggetti che la Zavattoni dipinge con notevole trasporto: vasi, anche di grandi dimensioni, tazze, piatti e tanti altri elementi d’uso quotidiano o che adornano gli ambienti, anche domestici, conferendo agli stessi un tocco veramente “artistico”, imprimendo sulla superficie, bianca in origine, i più diversi soggetti, con un gusto e un senso per il “Bello” che certamente richiama notazioni romantiche e poetiche.
Insomma, ad un oggetto comune l’artista riesce a “conferire”, si perdoni questa espressione poco accademica ma assolutamente funzionale per chiarire il senso di questo iter compositivo, una “artisticità” conclamata, evidente.
Rose Marie, ne siamo certi, dipinge sulla porcellana con autentica passione e trasporto. Dopo le prime mostre, con quadri a olio, si è subito lasciata conquistare dalle tecniche che permettono di pervenire a quei risultati, di straordinaria brillantezza e consistenza cromatica, che si possono ammirare in esposizione.
La sua formazione inizia negli anni Ottanta, e si è via via perfezionata mediante studi attenti e approfonditi dei vari procedimenti che permettono al pigmento di fissarsi sul supporto tramite il fuoco.
A questo proposito, dice l’artista: «non basta la tecnica, ti deve essere “amico” anche il fuoco».
In effetti ha ragione, dal momento che è proprio il calore a determinare, in fondo, il risultato finale, complessivo del lavoro.
Anche nei pezzi più complessi, come quelli nei quali la Zavattoni realizza dei volti o delle figure, umane o animali, anche il “profano” può facilmente accorgersi di quanto sia meticoloso e attento il procedere di questa autrice: nulla è lasciato al caso ma, al contrario, ogni passaggio, ogni singolo elemento, viene curato con perizia assoluta.
Un ulteriore è esempio è dato dalle composizioni floreale, ricche di colore e di particolari anche piccolissimi, quasi fossero stati eseguiti da un antico miniaturista. Tornano in mente i versi di Dante che, a proposito di questi vegetali, dice in una celebre ballata: «Per una ghirlandetta/ ch’io vidi farà/ sospirare ogni fiore».
Questa mostra risulta quindi ricca di stimoli e utile per conoscere quest’arte che in province poco distante dalla nostra, come ad esempio quella di Lodi, vanta una tradizione che, ancora oggi, risulta viva ed estremamente apprezzata dal pubblico e dalla critica.
Simone Fappanni


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